V° Conto Energia

Ormai è ufficiale: con la firma dei ministri Passera, Clini e Mario Catania, è sancito il via libera al testo del decreto del nuovo conto energia, che definisce i nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas).

Ora, sono molte le domande ed i dubbi che sorgono riguardo al contestatissimoquinto conto energia: quando partirà? Quali sono le sostanziali novità rispetto al quarto? Chi ne beneficerà (semmai qualcuno ne potrà beneficiare…) e chi invece ne sarà penalizzato?
Vediamo di analizzarne il testo (visionabile qui il testo del decreto in PDF) e dare uno sguardo alle nuove tariffe incentivanti.

1) Partenza del V conto energia:

Il nuovo conto energia verrà applicato a partire da 45 gg solari dal raggiungimento del tetto di spesa 6 milioni di euro (anziché 30 gg, come voleva la bozza iniziale). Tenendo monitorata la spesa sul contatore GSE, che indica ad oggi il raggiungimento di 5.9 milioni, si pensa ad una probabile applicazione a partire da settembre 2012.

Per quanto riguarda invece gli impianti realizzati su edifici pubblici e su aree delle amministrazioni pubbliche, è stata accolta la richiesta delle Regioni, di far partire le nuove tariffe incentivanti dopo il 31 dicembre 2012.

2) Tetto di spesa:

Al raggiungimento di 6,7 milioni di Euro totali il decreto si disattiva; in altre parole, partendo da un tetto di 6 mln, annualmente verranno incentivati impianti ancora per una spesa di 700 milioni di euro (tetto alzato rispetto ai 500 milioni previsti dalle bozze).

3) Tariffe incentivanti:

Decisamente abbassati gli incentivi, sia rispetto a quanto era previsto dal quarto conto energia, sia rispetto alle versioni ministeriale precedenti.
Lo si vede chiaramente dalle tabelle:

(ed a seguire sul testo del decreto le tariffe per gli altri semestri di applicazione)
Inoltre, le tariffe saranno omnicomprensive dell’incentivo e della vendita dell’energia (nel quarto conto energia all’incentivo calcolato sulla produzione di energia, si sommava la vendita dell’energia stessa).
Tariffa  a parte per l’autoconsumo.
Un esempio: un impianto da 3 kW su tetto che entri in esercizio nel primo semestre del nuovo conto avrà diritto a una tariffa omnicomprensiva di 208 euro/MWh e a un premio sull’autoconsumo di 126 euro/MWh, nella precedente versione ministeriale i valori erano rispettivamente di 237 per l’omnicomprensiva e 155 per l’autoconsumo.

Un’altra novità riguardante le tariffe incentivanti, che penalizza fortemente i piccoli impianti per l’autoproduzione di energia, è che l’accesso agli incentivi è alternativo alla possibilità di scambio sul posto: uno esclude l’altro insomma.

4) Accesso ai registri:

Altra grande novità (e forte penalizzazione!) rispetto al quarto conto energia.
Gli impianti superiori ai 12 kW dovranno iscriversi al registro GSE.
Esonerati dall’obbligo d’iscrizione a registro per la richiesta di incentivi:
– impianti sotto i 12 kW
– impianti fotovoltaici tra 12 e 20 kW che accettino di ricevere una tariffa incentivante decurtata del 20%
– impianti fino 50 kW realizzati in sostituzione dell’eternit
– impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative (fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato di 50 milioni di euro)
– impianti a concentrazione (sempre con tetto di 50 milioni)
– impianti su edifici e terreni della pubblica amministrazione (purché realizzati con gara d’appalto pubblica e anche qui con un tetto di spesa di 50 milioni di €).

L’ottenimento degli incentivi è comunque subordinato all’inserimento in graduatoria da parte del GSE (non è quindi automatico che la realizzazione di un impianto fotovoltaico possa accedere agli incentivi e ciò porta ad una forte insicurezza nel settore, specialmente trattandosi di impianti grandi che necessitano di finanziamenti.

5) Ordini di priorità nell’accesso ai registri

I registri GSE avranno i seguenti limiti massimi di costo indicativo degli incentivi:
a) 1° registro: 140 milioni di euro;
b) 2° registro: 120 milioni di euro;
c) registri successivi: 80 milioni di euro a registro e comunque fino al raggiungimento del limite di 6,7 miliardi di euro l’anno.

Il primo registro sarà aperto con un bando dal GSE entro 20 giorni dalla pubblicazione delle relative regole applicative e resterà aperto per 30 giorni. I registri successivi saranno aperti con cadenza semestrale e resteranno aperti per 60 giorni.

Ed ecco i criteri di priorità con i quali verrà formata la graduatoria per l’ottenimento degli incentivi:
a) impianti su edifici dal cui Attestato di Certificazione Energetica (ACE) risulti la miglior classe energetica, minimo D, con moduli installati in sostituzione di eternit o amianto;
b) impianti su edifici dal cui ACE risulti la miglior classe energetica, minimo D;
c) impianti su edifici con moduli installati in sostituzione di eternit o amianto;
d) impianti con componenti principali realizzati unicamente in un Paese membro dell’UE/SEE;
e) impianti ubicati, nell’ordine, su: siti contaminati; terreni del demanio militare; discariche esaurite; cave dismesse; miniere esaurite;
f) impianti di potenza fino a 200 kW asserviti ad attività produttive;
g) impianti realizzati, nell’ordine, su edifici, serre, pergole, tettoie, pensiline, barriere acustiche;
h) altri impianti che rispettino i requisiti di cui all’articolo 7.

6) Impianti in sostituzione dell’Eternit:

Speciali bonus sono destinati agli impianti che vadano in sostituzione delle coperture in Eternit.
In questo caso sarà possibile, a differenza del quarto conto energia, cumulare due bonus previsti per la sostituzione dei tetti in amianto e per l’installazione di pannelli made in UE.

7) Oneri Gse:

Sono previste infine, a differenza del quarto conto energia, spese di istruttoria e spese di gestione da corrispondere al GSE:
– 3 euro/Kw per impianti minori di 20 kW
– 2 euro/kw per impianti maggiori di 20 kw
– più un contributo di 0,05 c€ per ogni kWh di energia incentivata.

Un bilancio? tra nuovi registri, buracrazia ed oneri il settore non se la passa bene. E lo spiega con dovizia di termini Massimo Sapienza, del movimento Sos Rinnovabili:
“Ha vinto la burocrazia: il che vuol dire che aumenteranno i costi per i produttori e per i cittadini. E’ paradossale che mentre si continua a parlare di tagli alle spese superflue se ne aggiungano altre rendendo obbligatori registri perfettamente inutili.”