F.A.Q.

  1. Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?
  2. Che potenza deve avere il mio impianto fotovoltaico?
  3. Ma se posseggo una linea elettrica da 3KW di potenza, devo dotarmi di un impianto fotovoltaico da 3 KWp?
  4. Posso vendere energia al mio gestore di rete?
  5. Quale è l’orientamento ideale dell’impianto solare?
  6. Quanto risparmio annualmente?
  7. Quanto si spende in manutenzione?
  8. Quanto spendo per l’impianto solare fotovoltaico?
  9. Quanto impiego ad ammortizzare l’impianto?
  10. Eventi atmosferici come grandine possono danneggiare l’impianto?
  11. Se c’è un black-out ho comunque energia elettrica?
  12. I moduli fotovoltaici funzionano anche se è nuvoloso?
  13. Quali modifiche comporta l’adozione di un sistema FV sull’impianto elettrico esistente?
  14. Come è costituito un sistema fotovoltaico?
  15. Il sistema fotovoltaico è utilizzato solo per la produzione di energia elettrica o soddisfa anche le esigenze termiche di una abitazione?
  16. Per l’impianto sono necessari installatori specializzati?
  17. Sono in qualche modo inquinanti?
  18. Non potendo installare i moduli sulla copertura, quali sono le possibili alternative?
  19. E’ necessario un sistema di copertura dalle scariche elettriche meteorologiche?
  20. I sistemi fotovoltaici hanno un forte impatto estetico?
  21. I moduli fotovoltaici possono essere celati in qualche modo?
  22. Un impianto fotovoltaico quanta CO2 riduce?
  23. I luoghi di posizionamento possono essere i seguenti:

1 – Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico? In media, un impianto con potenza nominale pari a 1 kWp (un chilowatt di picco) realizzato con moduli fotovoltaici standard occupa circa 10 mq.
Per sapere quanto occupa un impianto da 3kWp basta moltiplicare 10 mq per 3…

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2 – Che potenza deve avere il mio impianto fotovoltaico?
La potenza dell’impianto fotovoltaico di cui abbiamo bisogno NON dipende dal numero di persone o dalle dimensioni dell’abitazione!
Dipende in linea di massima dalle nostre abitudini energetiche: una famiglia di 2 persone che vive in un monolocale può consumare tranquillamente più energia di una famiglia di 6 persone che vive in una villa di 10 locali!

Dagli studi effettuati da enti indipendenti risulta che 1 kWp installato produce in un anno circa 1100-1300 kWh/anno nel Nord Italia, 1200-1500 kWh/anno nel Centro Italia e 1300-1800 kWh/anno nel Sud Italia.

Ogni kWh corrisponde a ciò che Enel chiama ‘scatto’, quindi per capire di quanti kWp deve essere il nostro impianto basta leggere dalle proprie bollette quanti scatti all’anno consumiamo e dividere in base alla posizione geografica!!!

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3 – Ma se posseggo una linea elettrica da 3KW di potenza, devo dotarmi di un impianto fotovoltaico da 3 KWp?
Questa è una domanda frequentissima, e la risposta è: dipende…
L’impianto fotovoltaico, come spiegato in precedenza, va sempre dimensionato sulla base dei consumi che si effettuano e non sulla base della potenza fornita dal gestore di rete.
Per esempio, un impianto solare da 1.6 kWp può produrre energia sufficiente per coprire un’abitazione con un consumo annuale di circa 2.100 KWh che corrisponde ad avere una bolletta di circa 60€ al bimestre. In questo caso, se si opta per lo “scambio sul posto”, realizzare un impianto da 3 kWp non è consigliato in quanto si produrrebbe inutilmente più energia di quanta ne è necessaria.

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4 – Posso vendere energia al mio gestore di rete?
In questo momento SI’, grazie al finanziamento in conto energia (clicca QUI per avere tutte le informazioni).

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5 – Quale è l’orientamento ideale dell’impianto solare?
Vanno considerati due aspetti: l’azimuth rispetto al sud e l’angolo di tilt.

L’azimuth è l’angolo di rotazione rispetto al sud del campo fotovoltaico. L’azimuth ideale è di circa 0° (orientamento a sud) che garantisce la massima producibilità.

L’angolo di tilt è invece l’angolo di inclinazione del pannello fotovoltaico. L’angolo di tilt ideale che garantisce la massima resa dell’impianto è di circa 30°.

Come ci si allontana dai valori ideali scende la produttività dell’impianto: in ogni caso, anche con angoli di tilt dai 15° ai 40° ed orientamenti di +/- 45° verso sud si ha una produzione significativa.

Se l’orientamento è particolarmente sfavorevole, si può pensare di utilizzare moduli in silicio amorfo che garantiscono prestazioni eccellenti in ogni condizione.

Nel caso di falda inclinata, per il montaggio si usano delle staffe che fuoriescono dalle tegole senza compromettere in alcun modo la tenuta stagna del tetto, mentre nel caso di tetti piani si montano delle apposite staffe con sostegni triangolari orientati a 30 gradi.

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6 – Quanto risparmio annualmente?
In pratica ognuno di noi può decidere quanto risparmiare in corrente elettrica, semplicemente acquistando un impianto più o meno potente, in base ai consumi che annualmente ha di corrente elettrica: è sufficiente prendere una bolletta Enel e capire quanti KWh consumiamo ogni anno.
In una casa dove vivono 4 persone e i consumi sono oculati, quindi le lampadine sono a basso consumo, non sono presenti condizionatori, il riscaldamento e i fornelli sono a metano, e non si lasciano accese le lampadine per ore ed ore inutilmente, normalmente vengono consumati 1.500-2.500 Kwh all’anno.
Mentre in un’abitazione di 4 persone, dove non ci sono le condizioni dette sopra, i consumi annui sono di circa 3.000-4.000 KWh.
La media dei consumi di una tipica famiglia italiana è di 3.000-4.000 KWh/anno, quindi si può intuire che sono ben poche le famiglie che adottano misure per il risparmio energetico.

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7 – Quanto si spende in manutenzione?
Questi tipi di impianti solari non necessitano di una particolare manutenzione. Tuttavia, per ottenere le massime prestazioni dal proprio impianto, nonostante l’azione autopulente della pioggia e del vento, è bene effettuare una pulizia dei pannelli fotovoltaici almeno una volta all’anno.
Occorre inoltre monitorare di tanto in tanto le spie presenti sull’inverter che possono segnalare eventuali guasti, o anomalie nel rendimento, ed eventualmente chiamare l’elettricista di fiducia o l’installatore, per trovarne le possibili cause. In ogni modo è possibile installare un sistema di supervisione che permette in modo facile ed intuitivo di tenere sotto controllo il proprio impianto, in modo tale da riuscire a rilevare ogni anomalia praticamente in “tempo reale”.
L’impianto Beghelli prevede di “serie” la telegestione dell’impianto.

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8 – Quanto spendo per l’impianto solare fotovoltaico?
Gli impianti fotovoltaici normalmente vengono venduti in base ai kW di picco installati. A seconda delle dimensioni dell’impianto e della qualità dei componenti installati, i costi possono variare dai 4000 €/kWp ai 2500 €/kWp. Clicca qui per un preventivo on-line gratuito.

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9 – Quanto impiego ad ammortizzare l’impianto?
Il calcolo non è particolarmente semplice e dipende da numerosi fattori come inflazione, tasso di sconto, spese di eventuali manutenzioni, l’aumento del costo dell’energia elettrica nel futuro, il tutto in base all’inflazione.
Un impianto solare è progettato per durare almeno 25 anni, quindi, tenendo conto delle spese sostenute e degli incentivi statali in conto energia, impiegheremo 8-10 anni per ammortizzarlo.

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10 – Eventi atmosferici come grandine possono danneggiare l’impianto?
Uno dei test che i pannelli fotovoltaici devono subire in fase di progettazione è basato proprio sulla sua resistenza alla grandine di grandi dimensioni (almeno 2,5 cm di diametro): solamente superato questo ed altri rigorosi controlli, il pannello può essere certificato. Tuttavia è sempre consigliabile stipulare una polizza assicurativa dai costi di circa 26-30€ al kWp installato.

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11 – Se c’è un black-out ho comunque energia elettrica?
Nel caso di impianti con scambio energia con il gestore Enel, o simili, la risposta è NO.
Quando avviene un black-out a scopo manutentivo da parte del personale Enel, se il mio impianto immettesse ancora energia elettrica nella rete rischierei di provocare una scarica elettrica al manutentore.
Stesso pericolo potrebbe presentarsi se si vuole effettuare manutenzione all’impianto e si dimentica di staccare l’impianto fotovoltaico staccando solamente l’interuttore generale!
L’impianto NON può capire se l’energia elettrica è stata tolta per fare manutenzione nell’abitazione o sulla linea elettrica oppure se si sia verificato un black-out: le norme di legge impongono quindi il distacco immediato ed automatico dell’impianto fotovoltaico nel momento in cui l’inverter stesso nota anomalie o mancanze di tensione sulla rete principale.
Per continuare a fruire di energia nel caso di black-out esistono diversi prodotti muniti di batteria che possono alimentare utenze ‘vitali’ o ‘importanti’ anche durante tali periodi: si tratta di scelte costose che comportano la sostituzione periodica delle batterie per usura e che aumentano il costo dell’impianto fotovoltaico.

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12 – I moduli fotovoltaici funzionano anche se è nuvoloso?
Un generatore fotovoltaico funziona solo in presenza di luce solare per cui la sua produzione di energia dipende anche dalle condizioni meteo-climatiche presenti nel sito alle diverse ore del giorno e dei mesi dell’anno.
La quantità di energia elettrica prodotta raggiunge il valore massimo alle cosiddette condizioni standard di laboratorio, con irraggiamento solare massimo, moduli perfettamente rivolti a sud e cielo completamente sereno.
In ogni caso, i moduli fotovoltaici hanno la capacità di produrre energia elettrica anche in condizioni di cielo parzialmente coperto o nuvoloso, sfruttando la radiazione solare diffusa, ovviamente con rendimenti minori.
In questo senso i sistemi fotovoltaici si dicono “connessi in rete” (grid connected) perchè utilizzano la rete di distribuzione e approvvigionamento nazionale come un accumulatore di energia a capacità infinita, per coprire continuamente il fabbisogno energetico, anche nelle giornate in cui il rendimento del sistema è più basso o nelle ore notturne.

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13 – Quali modifiche comporta l’adozione di un sistema FV sull’impianto elettrico esistente?
Il passaggio dall’impianto tradizionale a quello fotovoltaico non comporta sostanziali modifiche.
Il nuovo impianto sarà collegato ad uno o più inverter che permettono di trasformare la corrente elettrica continua, generata dai moduli fotovoltaici, in corrente elettrica alternata a 50 Hz, comunemente utilizzata nelle reti impiantistiche per uso domestico.
L’utente utilizzerà nelle ore diurne l’energia prodotta dal proprio impianto e coprirà il proprio fabbisogno energetico utilizzando la corrente distribuita dalla rete preesistente, nelle ore notturne o nelle giornate in cui il rendimento del sistema risulterà più basso.
L’impianto prevederà tre contatori, installati dal gestore della rete: uno in entrata, per registrare i consumi energetici dell’utente prelevati dalla rete nazionale, uno in uscita, per registrare l’energia elettrica immessa in rete dall’impianto fotovoltaico privato (questi due possono essere accorpati in un unico contatore bidirezionale) e un altro che registra la corrente prodotta dall’impianto per comunicarla al GSE S.p.a..

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14 – Come è costituito un sistema fotovoltaico?
Un sistema fotovoltaico è essenzialmente costituito da un generatore (moduli fotovoltaici), da un sistema di trasformazione e controllo dell’energia generata (inverter) e dalle strutture di sostegno per i moduli.
Il generatore fotovoltaico è costituito da un insieme di moduli fotovoltaici collegati in modo da ottenere i valori di potenza e tensione desiderati.
Più moduli in serie formano una stringa.
L’insieme delle stringhe costituiscono il generatore fotovoltaico.
Il sistema di conversione e di controllo della corrente elettrica è costituito da uno o più inverter che trasformano la corrente continua prodotta dai moduli in corrente alternata cercando di massimizzare la potenza trasferibile dal generatore fotovoltaico (il cosiddetto inseguitore del punto di massima potenza MPPT).

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15 – Il sistema fotovoltaico è utilizzato solo per la produzione di energia elettrica o soddisfa anche le esigenze termiche di una abitazione?
Un sistema fotovoltaico produce corrente elettrica continua, successivamente trasformata, mediante l’inverter, in corrente elettrica alternata.
Se l’impianto di riscaldamento è elettrico (per esempio a pompa di calore) allora, in questo senso, si può dire che il sistema fotovoltaico soddisfa le esigenze termiche di un’abitazione.

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16 – Per l’impianto sono necessari installatori specializzati?
L’installazione di un sistema fotovoltaico risulta potenzialmente pericolosa ed è raccomandabile che sia effettuata da personale specializzato e qualificato, che rilasciano la dichiarazione di conformità. (torna su)

17 – Sono in qualche modo inquinanti?
La maggior parte delle aziende produttrici che si occupano di tecnologie fotovoltaiche hanno adottato sistemi di certificazione di processo e di prodotto (tipo EMAS e ISO 14000) oltre a strategie di certificazione di qualità organizzativa della società che garantiscono una consapevolezza gestionale ed un impegno specifico per quanto riguarda la massimizzazione dei vantaggi ambientali per la collettività e la minimizzazione di eventuali impatti, mediante adeguate procedure di controllo e monitoraggio dei cicli di vita dei prodotti.
Proen Srl, dopo la qualità, considera tali requisiti come aspetti discriminanti nella selezione e nella scelta dei componenti.

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18 – Non potendo installare i moduli sulla copertura, quali sono le possibili alternative?
In mancanza di spazio disponibile sulla copertura, perché fruibile pedonalmente o per motivi di orientamento, il generatore fotovoltaico potrà essere localizzato sulle superfici di facciata dell’edificio, verticalmente, anche se con rendimenti dell’impianto inferiori, in quanto la produzione di energia è contenuta a causa dell’orientamento sfavorevole. Un’alternativa molto valida è data da moduli installati su schermi frangisole, su balconi, fioriere, parapetti, oppure direttamente a terra o su pensiline fotovoltaiche, con sistemi fissi o ad inseguimento tipo tracker: è sempre possibile individuare la migliore soluzione per qualsiasi esigenza!

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19 – E’ necessario un sistema di copertura dalle scariche elettriche meteorologiche?
In generale, la presenza sul tetto dei moduli non comporta un aumento delle probabilità di intercettazione di fulmini. Laddove risulti già presente un impianto parafulmine si potrà collegare il nuovo sistema alla rete di scarico a terra esistente.
Nel caso contrario non è richiesta l’installazione di un nuovo sistema parafulmine.

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20 – I sistemi fotovoltaici hanno un forte impatto estetico?
Le valenze estetiche dei moduli fotovoltaici comportano la consapevolezza di dover lavorare con materiali e componenti innovativi, caratterizzati da aspetti cromatici, dimensionali e percettivi unici.
Negli edifici di nuova costruzione, tali caratteristiche possono essere utilizzate all’interno del progetto come occasioni di innalzamento qualitativo delle caratteristiche estetiche del manufatto.
Negli edifici storici e negli interventi di recupero di architetture di particolare valenza, saranno da utilizzare componenti specifici con superfici traslucide, caratterizzate da colori differenti o sostituire parti e componenti con elementi nuovi, quali tegole o scandole fotovoltaiche, vetri per infissi, lamelle di persiane, superfici flessibili con celle in silicio amorfo.
In quest’ultimo caso la valutazione delle proposte terrà in forte considerazione l’impegno profuso nella massimizzazione dell’integrazione delle nuove tecnologie nei contesti di particolare pregio architettonico.

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21 – I moduli fotovoltaici possono essere celati in qualche modo?
Il progetto di integrazione dei moduli fotovoltaici può essere sviluppato secondo due distinte linee di intervento: sostituendo parti e componenti con specifiche soluzioni progettate, lasciando rileggere senza mimetismi le valenze estetiche delle nuove tecnologie, oppure minimizzando le interferenze tra le parti differenti dell’edificio, mediante uno studio appropriato delle soluzioni di dettaglio.

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22 – Un impianto fotovoltaico quanta CO2 riduce?
E’ possibile stimare la quantità di emissione di anidride carbonica e di altre sostanze inquinanti contribuenti all’innalzamento dell’effetto serra pari a 0,35 kg per ogni kWh prodotto mediante un sistema a generazione fotovoltaica.
Ipotizzando una produzione media annuale per l’Italia centrale pari a 1300 kWh, per ogni kWp installato la quantità di anidride carbonica non emessa in un anno risulta di circa a 455 Kg.
Se si considera il ciclo di vita previsto per la durata media di un impianto, di almeno 25 anni, la stima complessiva a fine ciclo sarà di circa 11375 Kg di emissioni di CO2 evitate per ogni chilowatt di picco installato.

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23 – I luoghi di posizionamento possono essere i seguenti:

  • tetti inclinati, sfruttando generalmente la pendenza delle falde del tetto;
  • coperture piane, mediante l’utilizzo di adeguate strutture di sostegno per raggiungere l’inclinazione ottimale dei moduli;
  • facciate dell’edificio, sfruttando in prevalenza la radiazione solare diffusa, anche se con rendimenti minori;
  • frangisole, brise-soleil, tettoie, lamelle anche orientabili, collocate sulle facciate degli edifici, evitando tutte le possibili situazioni di ombreggiamento;
  • su lucernai, utilizzando moduli completamente opachi o anche moduli traslucidi che permettono il passaggio parziale della luce solare negli spazi interni sottostanti;
  • su balaustre, parapetti e fioriere, generalmente in facciata degli edifici;
  • su pensiline e altre strutture di copertura di spazi pedonali o parcheggi con inclinazione ottimale dei moduli o con disposizione orizzontale.

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