Gen 25 2010

Il fotovoltaico può portare 22 miliardi di valore aggiunto all’economia italiana

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Il fotovoltaico può contribuire alla competitività del paese. Secondo una ricerca svolta da I-com, Istituto per la Competitività, e presentata in un convegno tenutosi a Roma, il fotovoltaico può contribuire a creare nel 2020 un valore aggiunto per l’economia italiana di 22 miliardi di euro , 45 mila posti di lavoro nei prossimi vent’anni e 6 milioni di tonnellate di CO2 in meno immesse in atmosfera.
Questi impressionanti dati sono il risultato della ricerca I-com “ll contributo del fotovoltaico alla competitività del sistema economico italiano”. Il presidente Stefano da Empoli aggiunge che queste risultanze si riferiscono allo stato attuale della filiera italiana. Ipotizzando infatti una produzione annuale equivalente a 3000 MW di pannelli fotovoltaici made in Italy, in parte destinata all’esportazione, si otterrebbe nel periodo 2010-2020 un valore aggiunto di 110 miliardi ed un’occupazione di 210 mila unità di lavoro in più.
Altrettanto significativo sarebbe il beneficio fiscale per lo Stato: nello scenario di 9 GW installati al 2020 le entrate fiscali, tra redditi di lavoro e redditi di impresa, sarebbero pari a 6,6 miliardi di euro nel periodo.
Passando ai benefici ambientali la stima è di 6 milioni di tonnellate annue di emissioni evitate di CO2, con una contestuale significativa riduzione della bolletta energetica grazie ad un minor ricorso all’uso di fonti fossili per produrre elettricità pari a 800 mila tonnellate di carbone, 1,6 miliardi di metri cubi di gas e 200 mila tonnellate di prodotti petroliferi all’anno.
L’indagine rileva che nel nostro Paese il settore fotovoltaico si è sviluppato tardivamente rispetto ad altri Paesi nonostante l’Italia abbia potenzialità maggiori di quasi tutti i principali protagonisti a livello mondiale. Solamente alla fine del 2009 l’Italia si è avvicinata alla soglia dei 1000 MW installati, traguardo raggiunto da Germania e Giappone già nel 2004. Tuttavia non è troppo tardi per recuperare il terreno perduto ed i primi risultati si sono visti a partire dal 2008 grazie al sistema di incentivazione del Nuovo Conto Energia.
La ricerca evidenzia poi che i costi d’installazione e gestione di un impianto fotovoltaico di 1 MW nel 2011 sono previsti in diminuzione di circa il 15% rispetto al 2007, ma avverte che ridurre drasticamente la tariffa incentivante per il 2011 rischierebbe di rendere assolutamente non finanziabili molti progetti.
Secondo lo studio I-com infine “appare fondamentale prevedere un orizzonte temporale d’incentivazione sufficientemente lungo, specie se si vuole stimolare la crescita di una filiera industriale, in modo tale da ridurre l’incertezza per gli investitori e consentire al sistema paese di cogliere i benefici indicati in precedenza”.
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Gen 14 2010

Energia Fotovoltaica verso il 2011

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Le associazioni italiane del settore fotovoltaico ANIEGIFI registrano positivamente il raggiungimento di 795 MWp di impianti fotovoltaicicollegati alla rete al 12 Gennaio 2010 e si attendono un’ulteriore impennata quando tutte le richieste valide per il 2009 saranno valutate. Le due associazioni stimano che la potenza cumulativa installata in Italia a fine 2009 sarà molto vicina ad 1 GWp, rispettando le previsioni e confermando la sostenibilità dello sviluppo del mercato fotovoltaico nel nostro paese.

Alla luce di questi risultati e per non vanificare gli sforzi sin qui fatti ANIE eGIFI evidenziano tre temi su cui a loro parere occorre lavorare insieme ai rappresentanti istituzionali con massima urgenza e senso di responsabilità:

Limite degli 8.000 MWp incentivabili con il Conto Energia 2011 nel periodo 2011/2015 (e 15.000 MWp al 2020). I limiti inferiori ipotizzati nelle prime bozze del governo non garantirebbero lo sviluppo nel tempo del settore, mettendo seriamente a rischio i 15.000 preziosi posti di lavoro che si sono creati in questi ultimi 2 anni e tuttora in crescita.Necessità di chiarezza sulle autorizzazioni. Laddove si è consentita l’installazione degli impianti fotovoltaici tramite autorizzazioni semplificate si sono sì ottenuti risultati importanti, ma si è anche registrata, come è noto, la “produzione” di migliaia di MWp di autorizzazioni e diritti alle connessioni volte più alla “rivendita” delle stesse che alla vera e propria realizzazione.

Pianificazione e sviluppo della distribuzione e della trasmissione di energia elettrica nazionale. L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas dovrebbe stabilire una data entro cui i “produttori” di energia elettrica da fonte fotovoltaica portino a termine i lavori di realizzazione degli impianti per i quali hanno chiesto autorizzazione e connessione.

Successivamente a tale data si perderebbe il diritto alla connessione originariamente acquisito. Si dovrebbe stabilire la quota percentuale massima di superfici agricole che all’interno di ogni comune possa esseredestinata a “uso fotovoltaico” , confermando la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici fino a 1 MWp tramite DIA.

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Gen 07 2010

Fotovoltaico: nel 2010 ritorna l’alto tasso di crescita

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Secondo i risultati di un rapporto della società americana Display Search nel 2009 si è verificata una diminuzione della domanda di fotovoltaico del 14% a livello mondiale. Tra le cause principali della contrazione vi sono stati i cambiamenti della politica di incentivazione in Spagna a cui si sono poi  aggiunti il pesante contributo della crisi economica mondiale e la restrizione del credito.

Nel 2009 perciò, nonostante le brillanti prospettive a lungo termine del settore, è stata dimostrata la natura ciclica del mercato del fotovoltaico ancora fortemente dipendente dagli  incentivi, e con quest’anno  si può dire si sia chiuso il primo ciclo. Una prima ed importante conseguenza dell’improvviso eccesso di capacità produttiva mondiale è stata una decisa riduzione del prezzo dei pannelli, arrivati ormai ad un prezzo fino al 25% in meno rispetto all’anno precedente.

Ma secondo lo studio di Display Search i prezzi più bassi, la diversificazione della domanda e le politiche di incentivazione che si stanno attuando in più di un paese costituiscono una buona base per dare una nuova spinta in alto alla domanda e far ripartire un nuovo ciclo nel  2010.
Già nel secondo semestre di quest’anno le aziende leader hanno ripreso a fare piani di espansione prevedendo una ripresa della crescita della domanda e Display Search stima che a fine  2009  la capacità produttiva mondiale di celle solari sarà cresciuta  del 56% superando i 17 GW, salvo avere un piccolo rallentamento nel 2010 e 2011 quando la domanda dovrà recuperare l’eccesso di capacità.

Sono molte le aziende del settore a credere in uno scenario di lungo termine e di elevata crescita della domanda  e si stanno preparando con progetti di impianti di grande capacità. Due esempi illustri vengono dal Giappone dove Showa Shell Solar prevede di iniziare l’anno prossimo la costruzione di un impianto per la produzione di celle a base di CIGS per  960 MW e Sharp ha confermato il piano di aumento di 480 MW di celle a film sottile in silicio amorfo  entro marzo 2010.

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