Gen 22 2009

PERCHE’ PRODURRE ENERGIA ELETTRICA MEDIANTE TANTI PICCOLI IMPIANTI DECENTRALIZZATI SUL TERRITORIO?

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Sempre più acceso è lo scontro tra le due diverse impostazioni di generazione di energia elettrica: mediante poche centrali di grandi dimensioni o sviluppando sul territorio numerosissimi produttori di limitate dimensioni?

La produzione con poche grandi centrali (come ipotizza chi parla di nucleare ad esempio) prevede una generazione di energia elettrica concentrata, con una successiva distribuzione su tutto il territorio nazionale; la produzione di energia con tanti piccoli impianti (ad esempio col fotovoltaico o col mini-eolico) è coerente con l’utilizzatore, che spesso ne può essere produttore, con minori oneri di distribuzione.

Il primo modello ha spadroneggiato per decenni, ma già a partire dagli anni ‘80 qualche perplessità è nata perché durante i momenti più cupi della guerra fredda, le grandi centrali rappresentavano teoricamente facili obiettivi per mettere in ginocchio intere nazioni.

Oggi, con lo sviluppo delle energie rinnovabili (ad esempio fotovoltaico e mini-eolico), con la possibilità di sviluppo della mobilità sostenibile con veicoli elettrici, con il consistente miglioramento delle prestazioni di accumulatori e batterie, e con l’accresciuta sensibilità e cultura riguardo le tematiche energetiche, il modello di produzione diffuso, con molti piccoli impianti privati connessi a rete, diventa attuale. Alcune nazioni l’hanno già intrapreso con convinzione: ad esempio in Danimarca il 50% dell’energia elettrica è prodotta da piccoli impianti decentralizzati connessi alla rete.

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Gen 22 2009

FACILITAZIONI A SOSTEGNO DELLE RINNOVABILI E SCAMBIO SUL POSTO PER IL FOTOVOLTAICO FINO A 200 kWp

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Norme più semplici e una tariffa fissa onnicomprensiva per remunerare l’energia prodotta

Al via nuove facilitazioni a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con impianti di piccola taglia (fino a 1 MW di potenza). L’Autorità ha infatti introdotto un nuovo regime semplificato per l’energia elettrica prodotta ed immessa in rete che prevede un unico prezzo fisso incentivante, la cosiddetta tariffa fissa onnicomprensiva ed un interlocutore unico con il quale stipulare le convenzioni.

La tariffa fissa onnicomprensiva, che comprenderà sia le componenti remunerative di mercato che quelle di incentivazione vere e proprie, sarà infatti garantita da un unico soggetto  nazionale, il GSE (il Gestore dei Servizi Elettrici), e non più dai diversi distributori territoriali, in maniera frammentata. I produttori, potranno concludere con il GSE una convenzione di ritiro dell’energia elettrica immessa secondo procedure uniche per tutto il sistema elettrico nazionale, basate su specifiche tecniche verificate dall’Autorità.  La tariffa fissa onnicomprensiva non si applica al fotovoltaico che usufruisce già da tempo di altri sistemi di incentivazione.

L’Autorità, inoltre, ha esteso la possibilità di aderire al meccanismo di scambio sul posto(*) agli impianti di potenza fino a 200 kW entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007 ai quali si applicheranno le regole già in vigore dal 1° gennaio 2009 per gli impianti da fonti rinnovabili di potenza fino a 20 kW. Si completa così il quadro normativo previsto dalle leggi n. 222/07 e n. 244/07 e attuato dal decreto interministeriale del 18 dicembre 2008.

Considerando che il sistema di incentivazioni determina anche un onere sostenuto dai clienti finali, l’Autorità ha vigilato e continuerà a vigilare a garanzia degli utenti del sistema elettrico circa il corretto ammontare di tale onere e il corretto accesso dei produttori al sistema di incentivazione, pure attraverso un programma di capillari verifiche sugli impianti.

Le novità sopra sintetizzate fanno parte della delibera ARG/elt 1/09 (disponibile sul sito www.autorita.energia.it), adottata prontamente a seguito del citato decreto interministeriale; esse costituiscono un ulteriore passo verso la piena integrazione nel mercato elettrico della produzione di energia elettrica incentivata; un obiettivo, quest’ultimo, che l’Autorità persegue da tempo attraverso una serie di provvedimenti. Tra questi si ricordano: le nuove regole per la connessione alla rete degli impianti di produzione (Testo integrato della connessioni attive – delibera ARG/elt 99/08),  attive dal 1° gennaio 2009; il regolamento per la risoluzione di controversie tra produttori da fonti rinnovabili e gestori di rete nell’ambito della connessioni alle reti elettriche (delibera ARG/elt 123/08); le regole per il ritiro dedicato dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (delibera n. 280/07), attive dall’1 gennaio 2008; le nuove regole per la gestione dello scambio sul posto (delibera ARG/elt 74/08), attive dall’1 gennaio 2009; le nuove regole per il trattamento delle immissioni di energia elettrica (delibera ARG/elt 178/08); la costituzione di un’anagrafica unica degli impianti di produzione di energia elettrica e la razionalizzazione dei flussi informativi tra i vari soggetti operanti nel settore della produzione di energia elettrica (delibera ARG/elt 205/08).

(*) Il servizio di scambio sul posto consiste nel realizzare una particolare forma di autoconsumo in sito consentendo che l’energia elettrica prodotta e immessa in rete possa essere prelevata e consumata in un momento differente da quello in cui avviene la produzione, utilizzando quindi il sistema elettrico quale strumento per l’immagazzinamento virtuale dell’energia elettrica prodotta, ma non contestualmente autoconsumata. Condizione essenziale per l’erogazione del servizio di scambio sul posto è la presenza di impianti per il consumo e per la produzione di energia elettrica sottesi ad un unico punto di connessione con la rete pubblica. In generale, lo scambio sul posto si traduce in un vero e proprio incentivo perché comporta semplificazioni e minori costi per i soggetti che vi aderiscono. E’ come se l’energia elettrica immessa in rete e successivamente ri-prelevata fosse stata prodotta e autoconsumata istantaneamente senza utilizzare la rete.

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Gen 14 2009

WiTricity: l’elettricità senza fili

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In arrivo una nuova generazione di dispositivi in grado di ricaricarsi senza bisogno di attaccarsi alla rete

Al prossimo CES (Consumer Electronics Show) di Las Vegas, la più grande fiera dell’elettronica che si terrà dall’ 8 all’ 11 gennaio, la start-up californiana PowerBeam mostrerà al mondo un innovativo sistema in grado di trasformare l’elettricità in un laser invisibile che trasmette il calore a una cella fotovoltaica che lo riconverte poi in elettricità, utile per ricaricare piccoli dispositivi in modalità wireless.

ADDIO CAVI E CARICABATTERIE – A quanto pare, dunque, è infine arrivato il momento dell’energia senza fili – la cosiddetta WiTricity (wireless electricity), già oggetto di una ricerca dello scorso anno firmata Mit – che permette di alimentare le apparecchiature senza la necessità di connetterle fisicamente alla rete elettrica. Tra i prodotti commerciali dotati della nuova tecnologia che saranno presentati a Las Vegas vi sono cornici digitali e casse acustiche. «Faremo scomparire dal dizionario il verbo ricaricare», ha detto David Graham, co-fondatore of PowerBeam, sottolineando il fatto che grazie all’elettricità senza fili qualsiasi dispositivo si trovi in un ambiente dotato di WiTricity succhierà dall’aria l’energia che gli è necessaria senza che l’utilizzatore debba fare alcunché. Così per esempio, entrando in una stanza con rete elettrica senza fili, la batteria semiscarica di un cellulare o di un iPod si ricaricherà automaticamente anche restando nella tasca o nella borsa del proprietario, che non avrà più bisogno degli antipatici e sempre incompatibili caricabatteria.

FUTURO TOTAL WIRELESS – Secondo gli esperti, la WiTricity farà per l’elettronica di consumo ciò che il wi-fi ha fatto per l’internet, liberandoci ulteriormente dalla schiavitù dei cavi e agevolando non poco quanti hanno la necessità di lavorare anche in mobilità, come in aeroporti o altri luoghi pubblici. Grazie agli hotspot dell’elettricità non sarà più necessario attaccare alcuna spina. Attualmente il laser messo a punto dall’azienda californiana è in grado di generare circa 1,5 watt di potenza comunicando con una cella solare a 10 metri di distanza. Una quantità di energia, questa, che basterebbe ad alimentare degli altoparlanti o delle lampade a Led: un laptop avrebbe invece bisogno di 30-50 watt, e secondo Graham la tecnologia può facilmente essere implementata affinché anche questo diventi possibile. Infine, rispondendo a quanti si domandando se il laser di PowerBeam non possa costituire un pericolo per la salute dell’uomo, l’azienda ha spiegato che la tecnologia è assolutamente innocua, in quanto il laser provvede solamente a spostare il calore da un luogo ad un altro.

[fonte: voltimum]