Dic 11 2008

FOTOVOLTAICO, SCELTA STRATEGICA

Classified in: News Fotovoltaicoadmin at 15:42

Secondo Silvestrini il fotovoltaico è un settore strategico per il futuro, anche alla luce della crisi finanziaria che sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale. Gli sviluppi, il necessario stimolo all’innovazione, il mercato nazionale.

“Il fotovoltaico è un settore strategico per il futuro, anche alla luce della crisi finanziaria che sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale”. Lo ha detto Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e di QualEnergia, intervenendo ad un convegno di Pv Tech Milano 2008.

Nell’ambito del pacchetto UE l’Italia avrà al 2020 un obiettivo del 17% da coprire con le fonti rinnovabili e nel mix energetico nazionale il fotovoltaico potrà avere un ruolo molto importante. Silvestrini ricorda infatti che il position paper italiano prevede 8.500 MW fotovoltaici al 2020, ma la crescita di questo comparto – ha sottolineato Silvestrini – potrà avere effetti positivi anche nei paesi industrializzati, ad iniziare dagli Stati Uniti dove si annuncia una vera e propria rivoluzione verde con l’arrivo alla Casa Bianca di Barack Obama. “In alcuni Stati USA – ha detto Silvestrini – il fotovoltaico potrà raggiungere la competitività con le fonti fossili, la cosiddetta “grid parity”, già entro la metà del prossimo decennio”.

Nel nostro paese questo target è raggiungibile già entro il 2012. I notevoli investimenti in Italia degli ultimi tempi sia a monte che a valle della filiera dimostrano che il settore è già maturo e tra pochi anni potrà guardare non solo al mercato domestico, ma anche a quello internazionale.
Il raggiungimento della grid parity, secondo il direttore scientifico del Kyoto Club, non consentirà però di eliminare gli incentivi, ma andranno ridotti significativamente. Si certo quelli per i grandi impianti a terra, “che a causa della domanda impetuosa rischiano di creare una vera e propria bolla che potrebbe rendere insostenibile il sistema di incentivazione in conto energia, costringendo il governo a repentine marce indietro come è avvenuto con la revisione degli incentivi in Spagna”. Una situazione che potrebbe produrre anche percezioni distorte al livello locale e generare l’opposizione contro le installazioni viste sempre più come una forma di speculazione o di colonizzazione del territorio.

Silvestrini lancia un richiamo al Governo e all’industria, lamentando che “la classe dirigente di questo paese ancora non sembra credere alle potenzialità immense dell’intero settore delle energie rinnovabili”. “Questo atteggiamento provoca – prosegue Silvestrini – uno spostamento dell’asse finanziario altrove, in settori che non potranno dare effetti virtuosi di lungo periodo”.
E conclude: “Poiché la rivoluzione è già in atto, chi non la seguirà con decisione rischierà di perdere l’opportunità di sfruttare queste prospettive di sviluppo industriale e nel giro di 10 anni il divario potrebbe essere già troppo difficile da colmare”. Dunque un forte appello per orientare l’economia verso l’innovazione e la ricerca nella direzione di ottenere tecnologie rinnovabili ancora più efficienti e a basso costo.

E tra le tecnologie fotovoltaiche, quella che merita grande attenzione, anche se ancora in fase di start-up commerciale, è il fotovoltaico a concentrazione (CPV), sistema che utilizza specchi o lenti per concentrare la luce solare su una ridotta quantità di celle FV ad elevata efficienza.
Secondo Gianni Chianetta, presidente di Assosolare (Associazione dell’Industria Solare Fotovoltaica), che lo ha annunciato sempre nell’ambito di Pv Tech, gli incentivi per il fotovoltaico potrebbero essere estesi anche al FV a concentrazione. Ci potranno volere ancora alcuni mesi, il tempo necessario al governo definire un apposito decreto attuativo ad hoc, come previsto dallo stesso decreto riguardante il nuovo conto energia (DM 16 febbraio 2007). Qui, nell’articolo 15, comma 2, si legge che “al fine di favorire lo sviluppo di tecnologie innovative per la conversione fotovoltaica che permettano anche l’aumento dell’efficienza di conversione dei componenti e degli impianti, … adotta (il Ministero dello Sviluppo Economico, ndr) gli atti necessari per promuovere lo sviluppo delle predette tecnologie ed imprese, nel limite di una potenza nominale di 100 MW, aggiuntiva al limite di 1.200 MW di capacità fotovoltaica entro cui sono ammessi gli incentivi”.

Il decreto attuativo colmerà una lacuna del sistema di incentivazione italiano rispetto a quello della Germania e della Spagna, dove già assegnano un premio alla produzione di elettricità con questa tecnologia. Fra l’altro una tecnologia questa che in Italia è oggetto anche di importanti ricerche e sperimentazioni come quelle dell’ENEA e dell’Università di Ferrara, oltre ad essere presente in alcuni progetti approvati nell’ambito di Industria 2015.

Intanto in Italia il contatore del conto energia sul sito del GSE corre (nell’ultimo mese è stata inserita una nuova potenza pari ad almeno 22 MW) e si stima che il prossimo anno i numeri saranno ancora più importanti nonostante la crisi economica e alcune disposizioni riguardanti lo scambio sul posto che potrebbero rallentare, almeno temporaneamente, le installazioni.
Gli impianti attualmente incentivati con il conto energia (al 28 novembre) sono finora 20.132 per una potenza di oltre 226 MW: 5.045 sono relativi al primo conto energia (116 MW) e 15.087 al nuovo conto energia (110 MW).
Se analizziamo solo il 2008, risulta che la potenza in esercizio ha superato i 147 MW per oltre 12.400 impianti allacciati alla rete. Abbiamo valutato che ogni settimana vengano realizzati (o meglio incentivati) in media nuovi 260 impianti e una potenza di 3,1 MW.
Va segnalato il fatto una decine di giorni fa superando quota 140 MW nel 2008, abbiamo potuto riscontrare un esatto raddoppio rispetto alla potenza installata del 2007 (70 MW). Per la fine dell’anno si ritiene molto probabile il superamento di quota 160-165 MW.

Tags:

Dic 11 2008

NO ALL’ABOLIZIONE DEL 55%. TUTTI GLI ASSESSORI ALL’AMBIENTE D’ITALIA SONO D’ACCORDO

Classified in: News Fotovoltaicoadmin at 15:35

All’unanimità gli assessori regionali all’ambiente, riuniti a Roma, hanno chiesto al Parlamento di cancellare l’articolo 29 del decreto legge anticrisi, riguardante la soppressione (anche retroattiva) dell’incentivo fiscale del 55% legato agli investimenti per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Nella riunione la Commissione ”Ambiente e protezione civile” delle Regioni, coordinata dall’assessore calabrese Silvio Greco, ha preso anche in esame i dati economici e le innovazioni tecnologiche, apportati positivamente in questo periodo grazie alla norma sul risparmio energetico, che dimostrano la necessita’ di incentivare il settore sia per rendere competitive le imprese italiane sia per ridurre la dipendenza nazionale da metano e petrolio.

”E’ una decisione assurda quella varata dal Consiglio dei Ministri. Il provvedimento, invece di sostenere gli investimenti anticrisi, fara’ morire sul nascere la filiera economica e la cultura civile sulla riqualificazione energetica degli edifici. Il testo del decreto legge non e’ riformabile -ha dichiarato Silvio Grego, assessore all’ambiente della Regione Calabria- e da tutte le Regioni, al di la’ delle diverse maggioranze, e’ arrivata la netta richiesta di cancellare l’intero articolo che penalizza gli incentivi fiscali”.

“Moltissime le richieste – fa sapere una nota – per questa presa di posizione, pervenute ai singoli assessori regionali da parte delle associazioni imprenditoriali, soprattutto artigiane, le quali hanno segnalato la penalizzazione che esse subiranno dal taglio dei finanziamenti pubblici, in un momento gia’ fortemente critico per il settore dell’edilizia e delle costruzioni”.[www.assolterm.it]

Tags:

Dic 04 2008

Rinnovabili, meglio investire nei piccoli impianti

Classified in: News Fotovoltaicoadmin at 10:49

FV grandangolo Nuovo report sulle rinnovabili in Europa della società di consulenza Ernst & Young: la crisi colpirà soprattutti i grandi progetti, per raggiungere gli obiettivi del 2020 occorre puntare su generazione distribuita, piccoli impianti e reti intelligenti. La strada per raggiungere gli obiettivi del 2020 in materia di rinnovabili è in salita ed è necessario investire sui piccoli impianti e le tecnologie decentrate. È questo in sintesi quanto emerge dal report di Ernst & Young, “A new era for renewables in Europe. Tough targets, structural change and the race for capital”, presentato ieri a Dussendorf.

Francia, Italia, Spagna, Germania e Regno Unito, segnala il rapporto, dovranno far crescere del 70% la propria potenza rinnovabile per raggiungere gli obiettivi. Se alcuni paesi come Spagna e Francia sono favoriti per risorse naturali e politiche realizzate – sottolinea la socièta di consulenza – Germania e Inghilterra avranno difficoltà principalmente per motivi climatici. Ma, questa la parte interessante del rapporto, tra tutti ad avere più possibilità di farcela sarà chi deciderà di puntare sul piccolo.

La crisi economica , rileva l’agenzia, si farà sentire anche per le tecnologie rinnovabili sotto forma di una maggiore difficoltà nel reperire capitali per realizzare i grandi progetti. Spiega Helmut Edelmann, direttore della divisione Power & Utilities: “Crediamo che il futuro dei grandi progetti di eolico off-shore e quelli per ricavare energia dalle maree siano ora in forse, per colpa dei rischi inerenti alla crisi finanziaria. La mancanza di liquidità significa che per le compagnie sarà quasi impossibile trovare i 500 miliardi di euro che noi stimiamo servano per realizzare questi progetti”.

La crisi, dunque, nel campo delle rinnovabili colpirà chi pensa in grande, e la maggior parte delle utility è ancora troppo concentrata sui grandi impianti centralizzati. Ad avere un vantaggio, spiega Edelmann saranno “le società che per prime capiranno come sta cambiando il mercato e investiranno in infrastrutture capaci di supportare energia prodotta in maniera decentrata e su piccola scala da eolico, solare e biomassa. La diversificazione e la flessibilità saranno i fattori chiave per il successo.”

Essenziale dunque per le compagnie elettriche investire sulle nuove reti “intelligenti”, capaci di accogliere e coordinare l’energia discontinua e distribuita dei piccoli impianti a fonti rinnovabili, ma – spiega il portavoce di Ernst & Young – sarà necessario anche che la filiera delle rinnovabili riduca i costi di produzione e le utility dovranno anch’esse investire : “aiutando i clienti commerciali e privati a costruire piccoli impianti rinnovabili che immettano energia in rete. Senza questi cambiamenti strutturali – conclude Edelmann – gli ambiziosi obiettivi dell’Ue non saranno mai raggiunti”.[QualeEnergia]

Tags: