Ott 08 2012

Quinto Conto Energia: le prospettive per il futuro

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Il Quinto Conto Energia ha certamente modificato la visione degli italiani verso le fonti alternative. La riduzione degli incentivi ha avuto un peso decisivo perché un cambiamento così radicale ha condotto il consumatore ad una riflessione più accurata e alla verifica del suo budget per l’investimento in un impianto fotovoltaico.

Al momento la situazione appare essere stabile e la crisi del settore che si temeva pare non ancora presentarsi ma, certamente, se non saranno prese opportune cautele tutto ciò potrebbe accadere. Le industrie che lavorano in questo settore oltre ad avere bisogno di risorse per investire nella tecnologia hanno bisogno di stimoli che devono giungere dal mercato. 

Qualora il consumatore decida di spostare la sua attenzione verso prodotti provenienti dalla Cina per un accesso facilitato all’acquisto, viene a mancare un presupposto fondamentale per tutte le attività collegate al nostro fotovoltaico: l’interesse verso il prodotto. Per questa ragione ci sono state varie polemiche finalizzate al raggiungimento di una soluzione che potesse favorire i prodotti del nostro paese. In questo modo il fotovoltaico continua a crescere esportando il suo Made in Italy anche in altri paesi con la garanzia di qualità ed alta tecnologia.

La sfida più importante per il momento è quella di riuscire ad utilizzare materiali innovati che abbiano un costo ridotto e quindi permettano di realizzare dei moduli accessibili economicamente ma senza fare venire meno qualità ed efficienza energetica. In Italia si continua a lavorare per il fotovoltaico perché ha dimostrato essere un settore trainante dell’economia che può continuare a garantire ottimi risultati.

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Lug 26 2012

Non chi comincia ma quel che persevera

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dalla newsletter dell’Ing. Alessandro Caffarelli

Oltre un secolo dopo d’Annunzio mi ritrovo a scrivere negli stessi casali dove il Vate, ispirato dalle sue muse, produsse documenti storici che meravigliato hanno il mondo.
Dotato di un millesimo della sua classe, attingo le energie mentali residue facendo leva su di un motto della Marina Militare italiana “Non chi comincia, ma quel che persevera”.
Scipione e Caronte sono andati via, spalle volte. Minosse a breve sara’ alle porte.
Tuttavia la triade anticiclonica non riuscira’ mai a scaldare il gelido mese di luglio che stiamo vivendo.
Sfiancato come molti di voi da mesi di illusioni, sentimentalmente ferito da Clini ed umiliato dai ragionieri del Mise, riverso tutta la mia rabbia in questo foglio provando ad essere costruttivo per quel che riusciro’.

Verona, solarexpo, maggio 2012.
Un anno prima, Prestigiacomo e Romani, ebbero il cattivo gusto di non presentarsi.
Quest’anno il Ministro Clini la faccia ce l’ha messa ed il suo intervento e’ stato apprezzato da molti perche’ finalmente un tecnico ha parlato con linguaggio tecnico a noi tecnici.
A parte le buone intenzioni, si e’ capito subito che avrebbe potuto fare veramente poco.
Analisi dei dati reali giornalieri, visualizzazione delle tendenze di spesa in milioni di euro, elaborazione del massimale di 6,7 GEuro. Tutto il resto non rileva.
Il paradosso del quinto conto energia fotovoltaico e’ frutto di miopia e mani di forbici.
Un diversivo i cinque semestri incentivanti, le regole per l’iscrizione al registro, il fotovoltaico integrato con caratteristiche innovative, la quantificazione dei soli per il cpv e il solito richiamo al fotovoltaico con innovazione tecnologica che fara’ la stessa fine dell’incentivazione per i sistemi fotovoltaici stand-alone. Noi che abbiamo speso del tempo ad inseguire bozze, definizioni, dinamiche e schematizzazioni per riorganizzare il nostro lavoro, il nostro futuro.
Loro invece, tre mesi di vita per partorire un aborto e per fortuna che si stavano arrovellando. E lo stavano facendo da molto prima almeno da novembre 2011.
No Mipa, no Miniambiente, no associazioni di categoria e a questo punto il contributo delle Regioni appare veramente modesto nella misura in cui e’ stato accolto. Non si e’ cercata una soluzione condivisa, ha deciso il Mise.
Il quinto conto energia probabilmente vedra’ la luce anche se non illuminera’ nessuno.
C’e’ chi calcola il raggiungimento dei 6,7GEuro prima del 27 agosto, chi invece in uno scenario piu’ ottimistico prevede l’entrata in vigore del V Conto energia e game-over in autunno.

A proposito di associazioni di categoria.

Verona, solarexpo, maggio 2011.
Chianetta, Assosolare, chiede collaborazione di fronte al pubblico a Natalizia, Gifi, per la nascita di un’unica associazione di categoria fotovoltaica.
Verona, Solarexpo, un anno dopo.
Di fronte a Clini i rappresentanti di circa 15 associazione FER ed ancora Assosolare da una parte e Gifi dall’altra senza contare poi tutte le altre rappresentanze solari a partire da Ifi etc
Fermo restando l’apprezzabile impegno da parte di tutti, troppi, sono anni che auspichiamo un’unica associazione fotovoltaica che sappia fare lobby.
Il potere di una lobby e’ direttamente proporzionale al numero di associati ad una rappresentanza ed inversamente proporzionale al numero delle rappresentanze.
Troppe rappresentanze costituenti, lobby debole.
Non vorrei fare come quelle persone che si fasciano la testa prima del tempo avendo paura di quello che accadra’ e scappano senza avere il coraggio di vivere il presente per paura di affrontare il futuro.
Ma in questo caso occorre essere realisti.
A prescindere dalla durata del VCE, ci aspettano mesi duri in cui il mercato andra’ in stallo. Al termine del fenomeno si osservera’ una contrazione dei volumi di installato ed una perdita di posti di lavoro generalizzata che colpira’ tutti: i produttori di componentistica, gli studi di progettazione, gli sviluppatori e gli installatori. Purtroppo pagheranno molti giovani alla prima esperienza di lavoro.
Alcuni mesi fa ho provato a valutare quale fosse il valore Euro/kWp chiavi in mano di un impianto fv della potenza di 5MWp esercito senza conto energia, dunque al prezzo zonale, tale che gli indici di redditivita’ si mantenessero interessanti.
Aggiornero’ lo studio nel mese di settembre per ogni classe di potenza, tipologia impiantistica e regime commerciale alternativo al sistema incentivante. I primi risultati non sono stati confortanti perche’ al momento tale valore e’ osservabile ma non raggiungibile:

La maggioranza degli impianti che si realizzeranno in Grid-Parity, dunque senza conto energia, saranno di proprieta’, con rilevante autoconsumo in regime di scambio sul posto o in regime di ritiro dedicato al prezzo zonale.

Chi si potra’ permettere un investimento senza accesso alla tariffa se il chiavi in mano non arrivera’ alla soglia dei 1.000,00Euro/kWp? Come si potra’ raggiungere questo valore mantenendo inalterati gli standard della componentistica e dei servizi di ingegneria associati all’impianto?
La nuova frontiera del fotovoltaico italiano e’ nel riuscire a vincere la sfida della mancanza di un sistema incentivante con almeno due anni di anticipo rispetto a quanto preventivato e nel business della manutenzione ed ottimizzazione degli oltre 400 mila impianti in funzione.

Nel 2008 usai come prefazione di un mio libretto sul fotovoltaico scritto insieme ad altri colleghi, queste parole:
“Siamo il Paese del sole, non siamo secondi a nessuno e la storia e’ dalla nostra parte”.
Era un augurio per noi tutti a realizzare qualcosa di importante.
Ero certo che la strada della generazione distribuita fosse ormai tracciata, anche se non dimentico con un pizzico di nostalgia i sorrisini dei nucleo-fossili, quando parlando di 1 MW c’era ancora rispetto da parte nostra.
Pero’, mai avrei pensato che in pochi anni si sarebbero potuti realizzare 14 GW in Italia.
Nonostante la priorita’ di dispacciamento, mai avrei pensato che il fotovoltaico potesse mettere in difficolta’ i produttori convenzionali come ormai sta accadendo da tempo.
A chi si domanda oggi cosa accadra’ nei prossimi mesi, vorrei rammentargli che abbiamo resistito a politici incompetenti e contrastato, con inique forze in campo, gli interessi lobbistici nucleari e fossili che oggi stiamo ancora subendo.
Nonostante tutto siamo ancora qui. Non chi comincia ma quel che persevera.

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Mag 15 2012

Incentivi Fotovoltaico pre Quinto Conto Energia: ancora disponibili

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In attesa del Quinto Conto Energia, che revisiona le agevolazioni concesse a chi investe nel fotovoltaico, il GSE(Gestore dei Servizi Energetici) ricorda alle imprese che c’è ancora tempo per richiedere gli incentivi secondo le vecchie regole.

Non rimane molto tempo perché le risorse del Quarto Conto Energia si esauriscano e che quindi entri in vigore il Quinto Conto Energia, ora allo studio della Conferenza Stato Regioni, ma il direttore della Divisione operativa del GSE, Gerardo Montanino, ha esortato durante il Solarexpo a richiedere entro novembre 2012 gli incentivi al fotovoltaico che sono ancora disponibili.

Il Decreto Romani prevedeva infatti un tetto di spesa (6 miliardi di euro) che non è stato ancora raggiunto, anche se il Quarto Conto Energia è quasi giunto al traguardo.

Attualmente sono stati raggiunti i 5,6 miliardi annuali, ma si sta registrando un rallentamento nella crescita della spesa «e in alcuni casi a certi grandi impianti vengono riconosciuti incentivi minoridi quelli richiesti», rivela Montanino.

Questo calo nelle cifre corrisposte starebbe generando una dilazionare dei tempi di sfruttamento degli incentivi al fotovoltaico, che comunque si prevede che finiscano entro l’autunno.

In più «vi è l’elevata moria di impianti che non riescono a rispettare i tempi per essere completati e accedere così agli incentivi. Un ulteriore freno alla realizzazione degli impianti è costituito dalla difficoltà di accesso da parte degli operatori ai finanziamenti delle banche», ha affermato il direttore.

Intanto le imprese del settore sono ancora in attesa di sapere se la Conferenza Stato-Regioni apporterà delle modifiche al testo del Quinto Conto Energia messo a punto dal Governo. Probabile una riduzione della burocrazia a carico delle imprese ed una revisione dei parametri per l’iscrizione al registro degli impianti.

Fonte: GreenStyle.it

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Mag 14 2012

Italiani ed il solare

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Il VII rapporto “Gli italiani e il solare”, realizzato da Ipr Marketing e promosso dall’Osservatorio sul solare della fondazione UniVerde, fa emergere un dato significativo che sottolinea la necessità per l’85% degli italiani di avere degli incentivi governativi per incentivare il fotovoltaico.

Puntare al fotovoltaico è una modo per guardare in modo concretamente sostenibile perché evita di usare fonti energetiche inquinanti e soprattutto, trattandosi di una fonte inesauribile, non pone il problema della scarsità della risorsa. L’energia solare è altamente compatibile con l’ambiente e i costi, per il privato, sono diventati seriamente accessibili perché si è diffusa ampliamente.

Anche in Italia ci sono diversi produttori di moduli fotovoltaici che lavorano seguendo la strada della ricerca verso una migliore efficienza. Per il settore fotovoltaico è necessario capire quanto si guadagna in termini di salute ambientale ma anche di risparmio. L’investimento, qualora fosse sostenuto da una forma di incentivo, sarebbe affrontato sicuramente con maggiore tranquillità. Per coloro che si trovano a vivere momenti economici difficili, avere un sostegno economico rappresenta anche una sorta di tutela per l’investimento stesso.

I dati degli ultimi mesi confermano che il fotovoltaico continua a crescere e solo il 34% degli intervistati pensa che sia effettivamente più costosa. È diventata una necessità l’uso delle fonti alternative per cercare di tutelare la salute dell’ambiente, non è semplice continuare ad usare  fonti inquinanti e anche molto costose, senza dimenticare il problema dell’esauribilità. Se  gli italiani vorrebbero maggiori aiuti economici quando si trovano dinanzi alla possibilità di installare un impianto fotovoltaico, è importante capire che il settore, per garantire sempre ottimi risultati, deve ascoltare le esigenze del consumatore.

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Mar 26 2012

Dove finisce il mio impianto FV a fine vita?

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Sono in tanti a chiederlo ed è importante rassicurare chi sta installando, e ancor più chi l’ha fatto già da qualche anno, sul destino del proprio impianto una volta terminata la sua vita produttiva. Le risposte le dà PV CYCLE, il consorzio non a scopo di lucro che dal 2007, anno della sua fondazione, garantisce che i pannelli fotovoltaici a fine ciclo di vita dismessi dai propri membri, ma anche pannelli in garanzia o danneggiati durante il trasporto o l’installazione, siano raccolti e riciclati in modo sostenibile ed economicamente vantaggioso.

Tutti i componenti di un pannello fotovoltaico – telaio in alluminio, vetro, cavi e plastica – possono essere separati e recuperati, con evidenti benefici in termini ambientali, soprattutto grazie alla minor energia consumata per l’estrazione e la lavorazione della materia prima.

Nel 2012 il consorzio ha registrato un notevole incremento nella raccolta dei pannelli fotovoltaici: il primo trimestre si chiuderà con oltre 1.000 tonnellate di pannelli raccolti, il 70% di quanto raccolto nel 2011. Un risultato che ribadisce le capacità dell’unico programma collettivo di recupero e riciclo di pannelli fotovoltaici in Europa.

La maggior parte dei pannelli fotovoltaici proviene dalla Germania e dall’Italia, attualmente i più grandi mercati del fotovoltaico in Europa. Oltre 900 tonnellate sono state raccolte dal servizio di ritiro su misura dell’associazione, che raccoglie maggiori quantità di pannelli fotovoltaici in loco. Il resto proviene dalla rete di punti di raccolta paneuropea di PV CYCLE, attualmente costituita da più di 200 partner. I due diversi servizi consentono all’organizzazione di soddisfare le necessità dei suoi numerosi membri e di garantire elevate percentuali di raccolta in tutta Europa.

“I proprietari dei pannelli in tutta Europa iniziano a beneficiare realmente dei nostri servizi di raccolta globali”, spiega la Dr. Virginia Gomez, Responsabile Tecnologia e Operazioni in PV CYCLE, secondo la quale è ancora difficile fare previsioni sui flussi di rifiuti nell’industria del fotovoltaico.

Nel 2011, l’associazione ha raccolto oltre 1.400 tonnellate, raggiungendo una percentuale di raccolta di circa il 70%. Dopo aver definito lo standard nel suo settore, PV CYCLE si propone di raccogliere almeno l’85% dei pannelli fotovoltaici a fine ciclo di vita in Europa. “Continuiamo a espandere la nostra struttura di recupero per raggiungere questo ambizioso obiettivo”, ha dichiarato Jan Clyncke, Amministratore Delegato di PV CYCLE.

Allo scopo di implementare l’impegno dell’industria del fotovoltaico verso una gestione sostenibile dei pannelli a fine ciclo di vita, PV CYCLE ha iniziato la sua attività come progetto su base volontaria e punta a conseguire la conformità RAEE. Gratuito per i proprietari dei pannelli, il servizio è disponibile per chiunque desideri smaltire pannelli.

by energoclub

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Mar 06 2012

Fotovoltaico: la scelta tra le fonti rinnovabili

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Gli italiani preferiscono l’uso dell’energia fotovoltaica, dopo anni di sensibilizzazione si è compresa la logica positiva dell’uso delle energie alternative. Salvaguardare l’ambiente deve essere un interesse di tutti per preservare il territorio nel miglior modo per le generazioni future. Il settorefotovoltaico ha permesso anche un incremento occupazione perché tanti giovani in questo modo hanno trovano impiego in un settore che riscuote grande interesse.

In maniera autonoma il privato può tranquillamente decidere di dotare la propria abitazione di un impianto fotovoltaico perché in questo modo è possibile risparmiare ma anche salvaguardare l’ambiente. occorre solo rivolgersi ad un centro specializzato che dovrà occuparsi dello studio per il posizionamento dei pannelli fotovoltaici e anche della relativa manutenzione, seppur minima.

La durata di un impianto fotovoltaico è di circa 25 anni e ora lo smaltimento non risulta essere più un problema perché molti dei componenti sono riutilizzabili. Un ciclo di vita e produzione che consente di rispettare nell’interezza l’ambiente, la maggior parte dei nuovi edifici presentano un sistema alimentato con pannelli solari per garantire che le costruzioni future possa sfruttare il sole come fonte energetica principale.

La larga diffusione nel mercato ha consentito di ridurre i prezzi e quindi di rendere i pannelli fotovoltaici maggiormente accessibili. La ricerca non ha mai smesso di trovare soluzioni alternative che potessero essere applicate in ogni ambito per dare a ciascuno l’impianto fotovoltaico che sappia essere la garanzia totale per un ottima resa energetica.  Un settore in buona crescita in tutt’Italia anche se ovviamente ci sono delle regioni che prevalgono, ora che s’inizia ad avere una disciplina normativa di riferimento senz’altro le cose non potranno che migliorare.

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Feb 23 2012

Fotovoltaico galleggiante in Toscana

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Il fotovoltaico ha diversi volti, in Toscana è nato il primo parco fotovoltaico galleggiante. In questo modo è possibile sfruttare l’energia solare anche in quelle zone dove sono presenti bacini artificiali e non solo. In questo caso, i pannelli sono stati montati su delle zattere, queste inseguono i raggi solari e nel caso di sostituzioni necessarie sono facilmente smontabili.

Sono pannelli comodi perché non hanno un impatto ambientale invadente e questo tutela anche l’aspetto paesaggistico. Si tratta di una sperimentazione davvero unica in Italia, è un modo per imparare ad usare una nuova soluzione che senza dubbio garantisce un ottima resa. Ipannelli galleggianti permettono di sfruttare una novità che in Italia potrebbe portare a risultati davvero interessanti.

In Italia, qualche tempo fa, si è accesso un dibattito per la tutela del paesaggio in quanto ci sono determinate aree sottoposte a vincoli ben precisi. Per non “rovinare” l’aspetto di zone altamente turistiche con pannelli solari che sfruttano gli impianti a terra l’uso dei pannelli galleggianti diventa la soluzione migliore. Naturalmente ora bisogna vedere i costi e l’utilità del sistema stesso per capire quanto potrà essere sfruttato ma già l’aver deciso di iniziare questo percorso sottolinea come l’Italia voglia impegnarsi concretamente per aprirsi a nuovi orizzonti.

Il progetto realizzato riesce a garantire l’energia suffciente per dieci abitazioni, ovviamente si tratta di un equilibrio ben misurato perché bisogna sempre tener presente la potenza che i pannelli sono in grado di offrire. Per un numero maggiore di abitazioni è necessario avere una superficie galleggiante che consenta di installare più pannelli ma, ora trattandosi di una prova, si vogliono vedere i risultati che si ottengono.

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Feb 23 2012

Previsioni per il fotovoltaico italiano

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L’ European Photovoltaic Industry Association ha indicato l’Italia come il primo paese europeo per uso delle fonti rinnovabili, soprattutto nel settore del fotovoltaico, entro il 2013. Tutto questo dovrebbe garantire naturalmente un abbassamento dei prezzi e quindi permettere una maggiore accessibilità al mercato.

I pannelli fotovoltaici oggi in uso permettono di avere un ottima resa, la ricerca consente di avere sempre nuovi miglioramenti così che il cliente possa essere pienamente soddisfatto del suo investimento. A livello europeo non bisogna dimenticare gli obiettivi che sono stati fissati dall’Unione Europea, i parametri imposti sono impegnativi ma ciascun paese sta convogliando le proprie forze affinché si possa raggiungere un buon risultato.

Il mercato italiano, nel settore fotovoltaico, riesce sempre a raggiungere risultati considerevoli anche grazie alla corretta sensibilizzazione che coinvolge tutti i vari settori. Il rispetto per l’ambiente è un tema che da tempo viene dibattuto e le misure concrete atte a mantenere sotto controllo l’inquinamento devono essere prese concretamente da tutti. Occorre anche considerare che con gli incentivi statali il cittadino si sentiva maggiormente supportato e questo gli permetteva di scegliere con maggiore serenità l’installazione di un impianto fotovoltaico.

Seppur non si tratti di un caso isolato quello italiano perché anche altri paesi europei hanno deciso di ridurre il sostegno statale, senza dubbio la differenza s’inizia a sentirsi. Il cittadino fa una scelta che oggi viene mossa da una profonda coscienza ecologica, il futuro dell’ambiente è anche il futuro delle prossime generazioni. Gli italiani sono diventati maggiormente impegnati nel settore e soprattutto attenti alle novità per poter avere un sistema che produca energia per i propri confort senza danneggiare l’ambiente.

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Gen 26 2012

Niente registro grandi impianti per il secondo semestre 2012

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IV Conto Energia
Niente registro grandi impianti per il secondo semestre 2012

Il GSE ha comunicato che il costo annuo corrispondente agli incentivi per i grandi impianti entrati in esercizio entro il 31 agosto 2011 e per quelli ammessi al Registro per l’anno 2011 è pari a 1 miliardo di euro, a fronte del limite di costo fissato dal Decreto in 300 milioni di euro. Ciò determina l’azzeramento della disponibilità in merito al secondo semestre 2012, il cui livello di costo è fissato nel Decreto in 130 milioni di euro. L’articolo 6, comma 3, lettera a) del DM 5 maggio 2011 precisa che “…qualora l’insieme dei costi di incentivazione per i grandi impianti entrati in esercizio entro il 31 agosto 2011 e degli iscritti nel registro di cui all’art. 8 per l’anno 2011 determini il superamento del limite di costo previsto per lo stesso periodo, l’eccedenza comporta una riduzione di pari importo del limite di costo relativo al secondo semestre 2012”. L’apertura del Registro per i grandi impianti fotovoltaici relativamente al secondo semestre 2012 pertanto non avrà luogo.

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Gen 23 2012

Produrre energia elettrica dagli scarti di caffè

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Il Centro di Ricerca per l’Energia e l’Ambiente dell’Università del North Dakota (Usa) ha annunciato l’avvio di un progetto per sviluppare una tecnologia di produzione di energia elettrica utilizzando gli scarti della lavorazione della pianta del caffè.

I ricercatori insieme ai tecnici della Wynntryst, un’azienda del comparto energetico con sede in Vermont, stanno sviluppando un particolare impianto di gassificazione e per questo possono contare sulla collaborazione di un’importante azienda americana di caffè, la Green Mountain Coffee Roasters, la quale rifornisce tra l’altro Starbucks e McDonald e quindi dispone di una quantità davvero enorme di rifiuti da smaltire. Con questo progetto i ricercatori vogliono dimostrare che i rifiuti organici possono essere trasformati in un gas sintetico pulito (il così detto Syngas) che, per le sue caratteristiche del tutto simile alla comune benzina, può tranquillamente essere utilizzato in qualsiasi motore a combustione interna per produrre energia elettrica rinnovabile.

By ClickTheBrick

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